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Si ricorda a tutti gli atleti che con il certificato medico scaduto non sarà possibile partecipare alle gare sportive.

chi deve rinnovare il certificato medico  indichi quale sport praticato “atletica leggera” al posto del classico "podismo"

Isola D'Elba

Andrea Maggi mi ha chiesto di pubblicare le seguenti note, relative alle gesta di alcuni nostri compagni di squadra che stanno difendendo i nostri colori in trasferta…

 "Lunedì è iniziato il Giro Podistico dell'isola d' Elba, e quattro nostri compagni di squadra sono andati a piantare sull'isola la bandiera dell'Atletica La Certosa.

I quattro atleti (vorremmo essere con loro a gustarci per una settimana intera un tale paradiso naturalistico…) sono Buscemi, Moscato, Sansonne e Zorzan.

Alla partenza si sono presentati in 301 atleti.

La 1° tappa di lunedì si è svolta su un percorso di km 12,600; questa la classifica dei nostri amici:

  • 101°  Sansonne   57'00"
  • 109°  Moscato    57'21"
  • 141°  Zorzan      59'28"
  • 176°  Buscemi    1h02'05

La 2° tappa di ieri (distanza di km 10,400) ha visto i seguenti piazzamenti:

  • 99°    Moscato      53'28"
  • 122°  Sansonne     54'59"
  • 125°  Zorzan         55'17"
  • 158°  Buscemi       57'52"

 

La classifica di categoria, sommando i tempi delle due gare, evidenzia che:

  • Nella categoria MM45 Moscato è 15° e Zorzan è 21°
  • Nella categoria MM55 Sansonne è 14° e Buscemi è 22°.

Mercoledì: 3° tappa in notturna di km 7,230.
Giovedi: giornata di relax da passare con la famiglia

Venerdi: 4° tappa di km 12

Gran finale: Sabato 5° tappa di km 19

Forza ragazzi ! seguiremo le vostre imprese ................con un po’ di invidia!!!"

Nel frattempo informo che sono state inserite le classifiche aggiornata alla gara di Piossasco.

 

13 maggio 2012 - Gara Piossasco

La corsa di oggi è la 20° edizione della “Camminata per la vita” di Piossasco, prova di campionato regionale UISP.

Nove chilometri e seicento metri su percorso misto, con tracciato altimetrico praticamente sinusoidale, due chilometri in salita, due chilometri in discesa, poi un chilometro e mezzo di pianura e quindi nuovamente due chilometri in salita e due chilometri in discesa. Nel doppio periodo, un dislivello complessivo di centoquaranta metri, spezzato in due onde collinari di settanta metri.

Questo visto dal basso, con molta tecnica da polso. Mentre dall’alto, il percorso appare come il contorno di un topolino che si è mangiato il paese di Piossasco, con una lunga codina che termina proprio nel centro cittadino, inizio e fine della gara. Il topolino viene disegnato dalle nostre scarpette in senso orario: si percorre la coda lunga tre chilometri e poi la sagoma quasi ovale del roditore con la punta del naso rivolta a Cumiana, ritornando verso la coda, dopo aver accarezzato le pendici del monte San Giorgio.

Il tempo era la variabile indipendente della gara. L’aria scandinava minaccia una discesa da nord-est, e ora contribuisce ad elettrizzare i muscoli ed i pensieri, da unire per ripararsi dall’imminente ventata di fatica.

Perché so che la corsa di oggi è dura, durissima. Ricorda un personaggio storico del luogo, inventore Alessandro Cruto, alle prese con il tentativo di creare il diamante sintetico. La cosa interessante è che durante i suoi esperimenti ottenne un filamento di grafite purissima che si dimostrerà utile per la costruzione di nuove lampadine. E grazie a lui, il 16 maggio 1883 Piossasco diviene la prima cittadina italiana e anche europea ad essere illuminata con lampadine elettriche ad incandescenza. Evviva la durezza del genio italiano, che abbondava nel passato, ora equilibrato dalla mollezza di ritegno sia di genio che di sdegno…

E così Piossasco si illumina di lampadine umane a basso consumo ed alta efficienza, un po’ ingombranti, che si spostano come lucciole impazzite, a giudicare dalle espressioni che leggo nei volti impegnati a staccarsi da terra, come in un antico sogno, con tutto il resto del corpo, invano...

Ci si avvita, nella corsa come nell’esistenza, in modi differenti, spesso solitari, tutti desiderosi di raggiungere quella felicità che sempre corre più veloce di noi.

E poi ci si illumina, quando la corrente dei fiatoni si muove per la tensione delle gambe. E la potenza si trasferisce a chi supera, asincrono, e scorre via come altro motore umano, altra gabbia, in cui circolano densi tanti desideri.

Le nostre lampadine si sono un po’ spente all’arrivo, sotto l’inizio della perturbazione annunciata. La pioggia ha lavato le discussioni all’aperto. I racconti sono stati dimezzati e la solitudine dell’esperienza personale durante la gara è rimasta un pò troppo confinata.

Per la nostra Atletica, ha pesato l’assenza del Presidente e dei suoi aperti sorrisi. Il gruppo si è chiuso nell’autolavaggio dell’arrivo. Prima Giuliano Moretti e poi tutti gli altri, in successione che sarà registrata dai chips

La gara che ricordo è quella di Gabriele alla ricerca della forma perduta, di Raffaele che procede con determinazione verso il top-running, di Max che mi affianca, mi supera, poi lo affianco e lo supero, mi riprende a duecento metri dal traguardo e ci abbandoniamo alle primitive sfide dell’uomo nella savana, per uno sprint animale. Roberto mantiene il ritmo e finisce alle nostre spalle, ma tutti in una manciata di secondi, appena iniziato il 41° minuto.

Ma prima di noi sono già arrivati: Alessandro, ottimo secondo di squadra, Gianni, Gianluca, Fabrizio, Luca e Fabio.

La classifica sarà inserita appena disponibile (dal sito Atletica Uisp).

Come sempre, invito Max a descrivere le cose con i suoi occhi vigili, e lo ringrazio delle letture che mi ha consigliato, da cui traggo la massima notissima di Appio Ceco: ”Ogni uomo è artefice del proprio destino”.

Non lasciamo che il destino scelga a casaccio.


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La Loggia

Inserite le classifiche di gara e generale, aggiornate al 6 maggio (gara di La Loggia); inserito inoltre un commento pseudo tecnico.

 

6 maggio 2012 – Stra La Loggia

La corsa di oggi è la 20° edizione della “StraLaLoggia”, prova di campionato regionale UISP. Circa nove chilometri su percorso pianeggiante, tracciato veloce e abbastanza rettilineo, con qualche leggera salita. Il tempo è perfetto, né caldo né freddo e tanti sono gli sportivi di ogni età, soprattutto nelle categorie giovanili che qui si ritrovano gioiosi e colorati.

La Loggia costituiva una via obbligata di transito per coloro che provenivano dal marchesato di Saluzzo o dalla Liguria e quindi il nome della Loggia potrebbe derivare dal gallico “logis” e significare "alloggio". Così come gli stallaggi per i carrettieri provenienti dal sud,  ancora presenti nei ricordi della gente del posto, potrebbero essere all’origine del nome di Carignano, alcuni chilometri più a sud.

Con l’occhio del podista, vedo proprio che La Loggia è una città dormitorio. Nel suo codice genetico c’è la predisposizione per essere un luogo di transito, o di riposo. Nella piana, con la collina a vista, La Loggia è un luogo in cui “si arriva da altrove, diretti verso l'altrove”.

La partenza dal centro è movimentata e ritardata di 15 minuti. Si corre su e giù, altrove appunto, come in attesa di una prescrizione medica. Poi niente sparo, niente inno nazionale (quello dello scorso anno), niente rigorosa pressione dei giudici... Solo due sorrisi, un paio di braccia aperte e un fischietto rauco che segnala il via. La via maestra in cui tutto è scritto - per il podista - e tutto è detto, sulle pietre e sull’asfalto, sulla ghiaia, tra un salto e l’altro.

Sono sempre le stesse parole incomprensibili quelle che sgorgano dall’ansimare di chi corre. Io non le ripeto più, me le tengo dentro e mastico una gomma per evitare che la lingua si incolli al dizionario impoverito e ne strappi ancora qualche pagina indispensabile…

Dopo il primo chilometro, si corre il grande anello del tracciato su terreno sterrato, ben battuto, poche pozzanghere e molto spazio tra casolari, prati e poi il canale che corre parallelo al Pò, facendone un bypass di circa 5 km (tra Moncalieri e il sud di La Loggia).

Lungo il canale si parla con se stessi. Si sfilaccia il corpo degli atleti e si intravvede il più veloce, alla testa di una grossa anguilla di magliette variopinte. Qui si percorrono i tre chilometri più naturali e semiselvaggi, pensosi e pescosi (se si potesse). L’acqua è pulita, ma il fondo è scuro e questo assorbe anche le energie dei nostri sguardi. Chiudo gli occhi e vedo delle carpe, degli storioni e delle tinche che non sono sicuro di distinguere dai gatti nostrani… Poi li riapro e ammiro delle splendide ninfee. Il verde finisce rapidamente travolto dopo il ponte sul canale che apre all’ultimo terzo della gara.

Il rientro è marrone. C’è chi si ferma perduto. Chi vomita. Sento la pesantezza sopraggiungere, e Max che mi raggiunge. Oggi Gabriele è stanco. Ha perso il ritmo al quinto chilometro, mentre Raffaele “cappellino” allunga e sparisce dalla mia vista, andando a chiudere nei top-runner la sua prestazione. E Roberto è sempre lì davanti a me, lima secondi ad ogni gara: prima o poi  riuscirà a segare quelle benedette sbarre e fuggire dalla sua prigione (i 4 minuti al chilometro).

All’arrivo, come alla partenza, il caos.

La classifica è questa.

1)      Giuliano Moretti: 31:52

2)      Gianni Giglio: 34:18

3)      Fabio Crepaldi: 34:26

4)      Luca La Sana: 34:34

5)      Raffaele De Luca: 35:04

6)      Gianluca Bergonzo: 35:16

7)      Roberto Mastrosimone: 36:14

8)      Max Nanotti: 36:26

9)      Mariano Biagi: 36:36

10)    Francesco Sansonne: 37:08

11)    Gabriele Cavaliere: 38:04

12)    Marco Bisterzo: 38:32

13)    Andrea Maggi: 39:44

14)    Andrea Buscemi: 40:16

15)   Francesco Ilardi: 40:38

16)   Marco Tommasin: 40:54

17)   Alberto Colbertando: 40:58

18)   Vito Amadio: 42:52

19)   Salvatore Aiello: 46:04

20)   Vincenzo Congiu: 47:58

21)   Aniello Damiano: 50:44

22)   Laura Bosco: 54.08

Invito Max a commentare, con più tecnica di me.


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